sabato 12 marzo 2016

«Il grande Gatsby» di Francis Scott Fitzgerald e «Post Office» di Charles Bukowski

La copertina di Post Office di Charles Bukowski, un passaggio sul Mi sentivo molto solo di questo brevissimo e sottilissimo romanzo ed un murales in Via Vallicaldi, Agrigento. Magari, se volete, posso citarvi questo specifico passaggio.

<blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none" data-lang="it"><p lang="en" dir="ltr">&quot;The Beat Book&quot;, Ginsberg e Anne Waldman? :) &quot;Post Office&quot;, Charles Bukowski. <a href="https://twitter.com/sulromanzo">@sulromanzo</a> <a href="https://twitter.com/ilSaggiatoreEd">@ilSaggiatoreEd</a> <a href="https://twitter.com/mirkotondi">@mirkotondi</a> <a href="http://t.co/TAu6bD01B2">pic.twitter.com/TAu6bD01B2</a></p>&mdash; CMLibri (@CMLibri) <a href="https://twitter.com/CMLibri/status/646371917478424577">22 settembre 2015</a></blockquote>
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Tramite questo link potete venire a sapere di un libro - The Beat Book curato da Anne Waldman e pubblicato da Il Saggiatore - e di Allen Ginsberg o degli autori beat in un cinguettìo di Sul Romanzo che linka un articolo di Mirko Tondi.

Fitzgerald, la filosofia, il giardinaggio, New York, la musica e la cucina

Sto leggendo in questi giorni Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald e potete facilmente capire il motivo... Finora questo libro sembra dedicare uno spazio discreto al giardinaggio ed alle piante dato che, finora, ho letto anche di rampicanti, di un giardino all'italiana, di lillà, di biancospino, fiori di prugna, caprifoglio e di rose.

Il prato incominciava sulla spiaggia e si stendeva per mezzo chilometro 
fino all'ingresso principale della casa, scavalcando meridiane 
e sentieri lastricati di mattoni e giardini fiammeggianti 
per innalzarsi, poi, giunto alla fine, 
quasi sotto la spinta della corsa, in rampicanti vivaci.



Il narratore ed un personaggio, Tom Buchanan:

Prendendomi per un braccio mi costrinse a voltarmi 
ed accennò con la larga mano aperta al panorama che ci stava di fronte, 
indicando un giardino all'italiana, incavato, centinaia di metri di rose scure, 
dal profumo penetrante, e un motoscafo 
che affrontava con la prua schiacciata il mare aperto. 

NY e la tavola. Magari leggete questo romanzo in un giardino o in un parco... O viaggiate a New York... Se, infatti, West Egg ed East Egg non esistono - ma sarebbero le trasposizioni letterarie di altri luoghi - ci sono, tuttavia, Long Island, la Quinta, la Cinquantanovesima e la Quarantaduesima Strada, il Central Park in carrozza, la Pennsylvania Station (o New York Penn Station), a Manhattan, il ponte di Queensborough (o Queensboro), l'isola di Blackwell e, forse, la 158a Strada.

E, magari, ve ne scriverò sul mio blog di viaggi così come mi piacerebbe scrivervi sul mio blog eno-gastronomico del claretto, un vino rosso chiaro, uno spumante del Sud della Francia e della Val di Susa, in Piemonte, o, ancora di più, dei whisky, il gin, i cocktail ed i liquori, delle arance, dei dolci al limone e dei limoni, del prosciutto al forno (a me non piacerebbe sicuramente) e del tacchino ripieno.  

Musica collettiva ed afro-americana. Molti i "suoni" di quest'opera con l'orchestra: l'oboe, i tromboni, i sassofoni, le viole, le cornette, i flauti, il banjo ed i tamburi. Ed anche il jazz.

La filosofia. E c'è anche il campanile di Immanuel Kant...E poco dopo:

Gli americani, per quanto disposti 
e perfino impazienti di essere servi della gleba, 
sono sempre stati riluttanti all'idea di avere l'aspetto di contadini

Martedì quattro luglio '13
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